Marco Ghirardelli


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La musica

LA PRIMA BATTERIA. Quattordicenne, mentre ancora frequenta la scuola media da ultraripetente, Marco si unisce ad alcuni coetanei, tra i quali il grande amico d’infanzia Riccardo Collodoro, agli esordi con la sua tromba, che suona un po’ alla Armstrong, e Fabio Ivaldi, cantante in erba, ma già dotato di una gran voce, calda e vibrante, a dispetto della giovanissima età.
Marco suona su di una “batteria” realizzata con cartoni, pentole e coperchi, percossa invece da spazzole e bacchette autentiche, regalategli dal cognato Leonello Bionda, noto
jazz-man, allora facente parte del quintetto jazz Basso-Valdambrini in qualità di batterista.
C’è, nell’improbabile complessino di Boario, un clarinettista della banda di Darfo; unico che sappia leggere lo spartito, ma che non capisce un’acca del repertorio che tanto appassiona gli altri compagni, che suonano ad orecchio. E Andrea, che suona bene il pianoforte. Il primo pezzo, sigla della formazione, è nientemeno che “L’uomo dal braccio d’oro”, con lunghi breaks di batteria, che Marco esegue sino a sfondare ogni pentola messagli a disposizione dalla madre.

LA BANDA AMERICANA E’ in questo periodo che la prestigiosa banda americana di Verona della SETAF si esibisce nel grande parco delle Terme di Boario davanti ad un pubblico gremito; i tre ragazzini vengono invitati sul palco dal presentatore, che li ha notati rapiti dietro le quinte, con gli occhi sognanti e sgranati per l’emozione. Intervistato sul palco, Marco riferisce con orgoglio al microfono come presto la loro band inizierà a prodursi in Valcamonica.
Il presentatore americano è divertito, quanto gli spettatori, che applaudono lungamente, per campanilismo ed incoraggiamento ai tre ragazzini in calzoni corti.
La profezia si rivelerà quanto mai azzeccata: circa tre anni dopo, tra i banchi dell’ Istituto per ragionieri di Lovere, (BG) davvero nascerà il gruppo dei Forrest. Marco sarà soltanto un fan, ai primi inizi, e illustratore dei loro manifesti pubblicitari. Aggiungerà presto tuttavia la propria voce al coro degli amici Renato Foresti, che ha dato nome al complesso, e Fabio Ivaldi, cantante e promessa del gruppo. Marco si dovrà tuttavia però presto allontanare, per motivi di studio, trasferendosi in Toscana.

Marco con Riccardo Collodoro, in concerto, nel salone delle Terme di Boario (fine anni ’60) - Foto Montini-

Tessera dello Slenders’ Fan Club. Da sinistra: Nedo Anselmi, chitarra accompagnamento; Marino Alberti, batteria; Riccardo Fogli, voce solista e chitarra basso;Piero Ballini, chitarra solista; Vincenzo Doni, pianoforte e organo.



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