Marco Ghirardelli


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La musica

I FORREST Nascono davvero qui, i Forrest, nella loro più epica, storica formazione. Suoneranno a lungo insieme in tutti i paesi della valle, e in molte altre località lombarde, sempre con notevole successo. La ”Società Acque Boario” affiderà loro il compito di pubblicizzare le proprie bevande, gratuitamente, da distribuirsi durante le altrettanto frizzanti serie di spettacoli musicali, un po’dovunque, tra le provincie di Brescia e Bergamo.
Oltre a Fabio, cantante, ci sono Bruno Martinoli al contrabbasso, Danilo Ragni alla chitarra e Renato Foresti, pure alla chitarra e al sax contralto, che suona con estro. I pezzi eseguiti sono quasi interamente ispirati agli inglesi “Shadows”; il
sound, travolgente. Per anni, gli assolo di chitarra dei Forrest, elettrizzano gli aficionados della Lombardia. Faranno persino produrre una sorta di scrittura a Marco, perchè parta con la grande Mina in una lunga tournée in Venezuela. E’ questa l’idea del maestro Vittorio Buffoli, di Chiari, pianista e arrangiatore della famosa cantante.

Una storica e rara foto dei Forrest in gran completo (1963 - Capodanno al CRAL di Lovere( Bergamo) - foto di Lino Montini.







IL MAESTRO BUFFOLI Presidente della giuria in un concorso per cantanti, Buffoli scopre la bravura dei Forrest; premierà infatti Renato Foresti, al teatro di Pontoglio (BS) per la sua interpretazione come cantante e chitarrista, quanto Marco, per l’assolo di batteria eseguito, ispirato al celebre “I see you in my drums”, degli Shadows. Il pubblico salterà letteralmente sulle seggiole, sbalordendo con straordinario clamore giudici e giornalisti presenti alla finale: non si era mai sentito prima un assolo di batteria tanto lungo ed entusiasmante.
Marco verrà giudicato, da Buffoli , un virtuoso dello strumento; tanto in quella esecuzione, quanto nell’accompagnamento dei partecipanti alla gara. Autorizzerà così il giornalista Danilo Tamagnini a pubblicare la grande notizia del “biglietto aereo per il Venezuela”, ormai certo per il giovane camuno Marco Ghirardelli, a mezzo di rilevanti articoli sul
Giornale di Brescia.

LA GRANDE MINA Marco non potrà dire di no all’ipotesi di suonare con Mina. Si allontanerà così a malincuore dai Forrest, e inizierà le prime prove con la grande stella della canzone italiana a Chiari; con lei assisterà alle riproposizioni delle performance televisive dei cantanti al Festival di S. Remo, cui la cantante non ha inteso partecipare; si godrà ogni suo commento mentre lei, fumando qualche Muratti’ con il filtro, commenterà i pezzi ascoltati in tv.
Marco ricorda l’ammirazione della cantante per Claudio Villa, per la sua intonazione e per l’interpretazione della canzone di Pino Donaggio,”Una casa in cima al mondo”. Il grande mito di Mina è già ormai più che affermato. Lei è incontestabilmente, per tutti, l’unica,
Grande Diva. Altri successi la attenderanno; senza necessità di un Festival al quale ormai non intende più partecipare.
Marco trascorrerà giorni d’emozione, a tu per tu con la giovane e bella cantante; lei è una donna splendida, possiede una spiccata personalità. Si dimostra un personaggio straordinario, affascinante agli occhi di Marco; che resterà ammirato della sua personalità, quanto per la sua eleganza innata in ogni cosa; nel modo di parlare, guardare, muoversi, ridere. E’ spiritosa, moltosimpatica. Semplice, equilibrata, nessuna arroganza. Da innamorarsene in un lampo.

CANZONE PER MINA Il nostro Ghirardelli conoscerà Corrado Pani e il loro biondo piccolo figlio, amorevolmente chiamato Paciughino. E finalmente, un pomeriggio, partirà in macchina con Mina; Buffoli alla guida della propria Alfa Romeo, verso il locale Le Capannine di Jesolo ; in quello che sembra possa essere forse un po’il debutto del giovane batterista di Boario.
Mina ha chiesto a Marco di portarsi la chitarra; per ascoltare in macchina la sua prima canzone , ancora incompleta:”Fragola”. Un pezzo che soltanto tempo dopo Marco terminerà; che parlerà di due solitudini: un vecchio e un cane, unico amico rimasto, e una stamberga nella quale vivono. Mina gli dice di completarla, e di fargliela pervenire in seguito tramite Buffoli.


Bruno Martinoli è forse stato il più appassionato tra i Forrest. Bravo e preciso contrabbassista, è sempre stato il punto d’appoggio del gruppo, per carattere e serietà. (Humour inglese a parte, sua speciale caratteristica, con la quale ha sempre tenuto sollevato il morale dei compagni musicisti). Si dimostrerà anche per Marco amico sincero e affidabile..

Renato Foresti, che ha dato il nome al gruppo, possiede un modo molto personale di suonare la propria Fender Telecaster. Sensibilità interpretativa e tocco morbido e preciso hanno reso indimenticabili, tra le altre, le sue esecuzioni di” Maria Elena”dal repertorio de Los Indios Tabajaras e “Sleep Walk”in una versione simile a quella proposta dagli Shadows.


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