Marco Ghirardelli


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La musica

Mentre Bennato alla fine degli anni ’70 scala le vette delle hit parade italiane, Marco se ne parte invece per i paesi scandinavi, come cantante-bassista dell’orchestra di Dario Natali, in arte “Dario Roma”.E’ in questa occasione che, al grande parco Tivoli di Copenaghen potrà vedere ed ascoltare da vicino il grande Tom Jones, mentre è accompagnato da una grande orchestra. Incontro emozionante.

TOM JONES! Marco canta già tutti i pezzi del repertorio del formidabile cantante gallese, quanto quelli dell’indo-inglese Hangelbert Upperdinck, che ha un timbro di voce analogo al suo e a quello di Tom che però non ha e non avrà mai rivali nel suo genere. Un cantante davvero incredibile, inossidabile, ultraterreno, a parere di Marco.
Scambierà solo poche parole con Tom Jones, dimenticandosi dell’autografo, pur di parlargli un poco; ma non avrà l’ardire, con sommo rimpianto, di poterlo trattenere più a lungo.
Conserverà da allora per sempre nel proprio repertorio i brani dell’ex minatore del Galles, anche vincendo così a Darfo il primo premio nel concorso musicale “Trofeo Euroscuola”, proprio con il pezzo più forte di Tom Jones: “I’ll never fall in love again”.


LE TERME DI BOARIO Al rientro dalla Scandinavia, Marco condurrà per tre anni di seguito la formazione giovane delle due orchestre delle Terme di Boario: “Marco e i Last Man”, con i fratelli Ziglioli, in alternanza a quella diretta dal maestro Sorlini, già primo violino della Scala di Milano.
Marco suona, compone, arrangia
ad orecchio , esattamente come sempre ha fatto e come sempre farà ogni cosa in qualsiasi altro campo. Ciò tuttavia non gli alienerà complimenti da artisti ed esperti musicisti; da Gorni Kramer, che sale fin sul palco per stringergli la mano, a Fausto Papetti, che lo vorrebbe nel suo gruppo; dal grande Giorgio Gaber, che gli esprimerà pubblicamente la propria ammirazione, al maestro Bertolazzi noto arrangiatore televisivo, e ancora da Paolo Poli, al maestro Carlo Alberto Rossi

L’orchestra Pezzotta al gran completo. Da sinistra in alto: Emilio Soana, Mario Pezzotta, Renzo Nardini, Marco Ghirardelli, Carlo Milano. In basso: Franco Campioni e a destra, Eraldo Romanoni.


Le esperienze di Marco in questa splendida formazione lo faranno crescere professionalmente, consentendogli esibizioni presso celebri locali : dal Derby Club di Milano al Bar Roma di Alassio, ai vari Casinò italiani e svizzeri, a Villa d’Este, ai teatri della penisola. Il suo repertorio ora attinge ai classici americani, da “Misty” a “Georgia on my mind” come ai pezzi dei Beatles: “Yesterday”, “Something”. Conoscerà in questo periodo tanti bravi musicisti e jazzisti italiani quanto innumerevoli appassionati del genere.



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